NUVAP CHECK UP INQUINANTI

Per la tua sicurezza e la tua salute, individua i 26 nemici invisibili nella tua casa ed eliminali con il supporto di Nuvap

Per chi ha a cuore la salute della propria famiglia, per conoscere i nemici invisibili e combatterli prima che possano nuocere alla salute

Per chi soffre di patologie croniche: l'ambiente in cui viviamo o lavoriamo può essere un nemico subdolo per la salute

Per chi vuole acquistare o abitare una nuova casa scegliendola evitando luoghi pericolosi per la propria salute

Per chi vuole valorizzare un immobile accompagnandolo da una certificazione di salubrità ambientale

I PARAMETRI MONITORATI CON IL CHECK UP INQUINANTI

Monitoraggio

OTTIENI LA CERTIFICAZIONE DI SALUBRITÀ AMBIENTALE

Avrai il report della qualità dell'ambiente in cui vivi o lavori per la sicurezza

SE PER TE LA SALUTE E’ UNA COSA IMPORTANTE, MONITORA IL TUO AMBIENTE PER SCEGLIERE LE SOLUZIONI IDEALI PER LA TUA SICUREZZA. CON NUVAP PUOI INFATTI:

  • Controllare e vigilare sulla sicurezza della tua famiglia ovunque ti trovi (ad es. presenza monossido di carbonio)
  • Controllare i pericoli della casa come la presenza di incendi e metano ovunque ti trovi
  • Scegliere la tua prossima casa priva di pericolosi inquinanti per una vita sicura.
  • Determinare se l'acqua della tua casa è adatta al consumo alimentare (Uso in cucina e/o bere)
  • Determinare dove posizionare il letto nelle tua camera per evitare/limitare l'esposizione all'elettromagnetismo
  • Individuare gli ambienti più salubri della tua casa
  • Determinare eventuali bonifiche ambientali necessarie con l'ausilio di aziende specializzate

Soluzioni

Hai individuato una fonte d'inquinamento nella tua casa o nel tuo ufficio? Clicca sull'inquinante e scopri il rischio per la salute e come risolvere il problema.

INQUINANTI


CONOSCIAMO L’ELETTROMAGNETISMO
Sul nostro pianeta da sempre è presente un fondo naturale di radiazioni non ionizzanti (NIR non-ionising radiations), dovuto alle emissioni di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici del sole, dell’atmosfera e della terra stessa. Lo sviluppo tecnologico conseguente all’utilizzo dell’elettricità ha introdotto nell’ambiente apparati ed impianti legati alle attività umane che, quando in esercizio, sono sorgente di campi elettromagnetici di intensità dipendente dalle caratteristiche tecniche e di funzionamento. Le principali sorgenti tecnologiche di campi elettromagnetici in ambiente esterno per l’Alta Frequenza sono gli impianti per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione. Le stazioni radio-base (SRB) per la telefonia cellulare diffondono il segnale in aree limitate ed hanno potenza di entità ridotta: per una copertura del territorio col servizio di telefonia è necessaria una diffusione capillare in ambito urbanizzato.
 Gli impianti radiotelevisivi diffondono invece il segnale su aree più vaste ed hanno potenze emissive più elevate. Invece fra le sorgenti a Frequenza Estremamente Bassa (ELF) in campo ambientale vi sono gli elettrodotti – ossia l’insieme delle linee elettriche, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione, utilizzate per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica – e gli apparecchi alimentati da corrente elettrica (elettrodomestici e videoterminali).
 Per le linee elettriche, maggiore è la tensione e la corrente circolante, maggiore è l’entità del campo magnetico prodotto e quindi presente nelle vicinanze.

SOLUZIONE
Se riscontrassi una fonte di elettromagnetismo in casa (o sul luogo di lavoro) fuori norma o comunque superiore a 3/4 V/m, le possibili soluzioni sono: Determinare, se possibile, la fonte inquinante con Nuvap N1 (in modalità misura puntuale) ed allontanarla dai luoghi dove si trascorrono più ore al giorno; ad esempio se la causa fosse una lampada o un sistema radio, cercare di allontanarla dalla zona letto al fine di minimizzare l’esposizione alle onde elettromagnetiche. Spostare il letto o il tavolo da lavoro nelle aree più salubri e incontaminate della casa al fine di contenere la ricezione di emissioni inquinanti; è possibile facilmente individuare tali aree grazie a N1 (in modalità misura puntuale). Spegnere sempre il router WiFi quando non serve e sempre durante le ore di riposo e suggerire tale prassi anche ai vicini di casa al fine di minimizzare le ore di esposizione continua. Se fosse impossibile determinare un’area incontaminata in casa e/o ambiente di lavoro per via di un’emissione fuori norma ti consigliamo di avvalerti di un perito specifico al fine di individuare la fonte inquinante e richiederne la messa a norma di legge. E’ possibile comunque introdurre tecniche costruttive evolute per ristrutturare la propria abitazione per introdurre materiali e sistemi anti-elettrosmog. Il supporto Nuvap potrà informarti sulla possibilità di effettuare test approfonditi di laboratorio ed indicarti le aziende specializzate nelle ristrutturazioni anti-elettrosmog.



QUALI LE POSSIBILI SOLUZIONI? COME SI PUÒ RIDURRE IL LIVELLO DI RADON?
Il tipo di azioni da porre in atto dipende dal livello di radon nell’edificio, dalla tipologia e dall’età dell’edificio, dalla compatibilità con regolamenti e vincoli edilizi e con norme di sicurezza. I costi sono molto variabili in funzione dell’intervento, ma in generale sostenibili per quanto riguarda le singole unità abitative. Dal radon è quindi possibile proteggersi nella maggior parte dei casi, molto spesso attuando azioni semplici e a basso costo. Ecco alcuni consigli utili: – l’aumento della ventilazione nell’ambiente diluisce il Radon presente. Il problema fondamentale che comporta questo sistema è collegato alla necessità di recupero del calore nei mesi invernali. Tramite aziende specializzate: Sigillando le possibili vie di ingresso del gas Radon. Tale sigillatura può essere parziale, ovvero a carico delle fessure, delle giunzioni pavimento-parete, dei passaggi dei servizi (idraulici, termici, delle utenze,…), oppure totale, cioè su tutta la superficie a contatto con il suolo. Vengono utilizzati materiali polimerici per la sigillatura parziale e fogli di materiali impermeabili al radon per quella totale. Depressurizzazione del suolo, tecnica indicata nei casi di elevata concentrazione di Radon indoor proveniente dal suolo. Si tratta di realizzare, sotto la superficie dell’edificio, un piccolo ambiente (pozzetto) destinato alla raccolta di gas Radon. Tale “intercapedine” viene collegata ad un ventilatore in grado di creare una depressione in tale ambiente, grazie alla quale il Radon si raccoglie e viene espulso direttamente nell’aria esterna, impedendone l’ingresso nell’edificio. Pressurizzare l’edificio – grazie all’ausilio di ventilatori, così da ridurre la sua caratteristica depressione, contrastando pertanto la risalita del Radon dal suolo. In pratica, è come se l’aria interna spingesse fuori il Radon dall’edificio. Aumentare la ventilazione del vespaio: qualora l’edificio fosse dotato di un vespaio, aumentandone la ventilazione è possibile diluire il Radon presente, riducendo quindi il suo trasferimento all’interno dell’edificio. L’aumento della ventilazione può essere realizzato attraverso l’incremento del numero di bocchette di aerazione o attraverso l’utilizzo di un ventilatore. Il supporto Nuvap potrà informarti sulla possibilità di effettuare test approfonditi di laboratorio ed indicarti le aziende specializzate nelle bonifiche di gas Radon più vicine a te.

SOLUZIONE
QUALI LE POSSIBILI SOLUZIONI? COME SI PUÒ RIDURRE IL LIVELLO DI RADON? Il tipo di azioni da porre in atto dipende dal livello di radon nell’edificio, dalla tipologia e dall’età dell’edificio, dalla compatibilità con regolamenti e vincoli edilizi e con norme di sicurezza. I costi sono molto variabili in funzione dell’intervento, ma in generale sostenibili per quanto riguarda le singole unità abitative. Dal radon è quindi possibile proteggersi nella maggior parte dei casi, molto spesso attuando azioni semplici e a basso costo. Ecco alcuni consigli utili: – l’aumento della ventilazione nell’ambiente diluisce il Radon presente. Il problema fondamentale che comporta questo sistema è collegato alla necessità di recupero del calore nei mesi invernali. Tramite aziende specializzate: Sigillando le possibili vie di ingresso del gas Radon. Tale sigillatura può essere parziale, ovvero a carico delle fessure, delle giunzioni pavimento-parete, dei passaggi dei servizi (idraulici, termici, delle utenze,…), oppure totale, cioè su tutta la superficie a contatto con il suolo. Vengono utilizzati materiali polimerici per la sigillatura parziale e fogli di materiali impermeabili al radon per quella totale. Depressurizzazione del suolo, tecnica indicata nei casi di elevata concentrazione di Radon indoor proveniente dal suolo. Si tratta di realizzare, sotto la superficie dell’edificio, un piccolo ambiente (pozzetto) destinato alla raccolta di gas Radon. Tale “intercapedine” viene collegata ad un ventilatore in grado di creare una depressione in tale ambiente, grazie alla quale il Radon si raccoglie e viene espulso direttamente nell’aria esterna, impedendone l’ingresso nell’edificio. Pressurizzare l’edificio – grazie all’ausilio di ventilatori, così da ridurre la sua caratteristica depressione, contrastando pertanto la risalita del Radon dal suolo. In pratica, è come se l’aria interna spingesse fuori il Radon dall’edificio. Aumentare la ventilazione del vespaio: qualora l’edificio fosse dotato di un vespaio, aumentandone la ventilazione è possibile diluire il Radon presente, riducendo quindi il suo trasferimento all’interno dell’edificio. L’aumento della ventilazione può essere realizzato attraverso l’incremento del numero di bocchette di aerazione o attraverso l’utilizzo di un ventilatore. Il supporto Nuvap potrà informarti sulla possibilità di effettuare test approfonditi di laboratorio ed indicarti le aziende specializzate nelle bonifiche di gas Radon più vicine a te.


CONOSCIAMO LA RADIOATTIVITÀ
La radioattività, o decadimento radioattivo, è un insieme di processi fisico-nucleari attraverso i quali alcuni nuclei atomici instabili o radioattivi (radionuclidi) decadono (trasmutano), in un certo lasso di tempo detto tempo di decadimento, in nuclei di energia inferiore raggiungendo uno stato di maggiore stabilità con emissione di radiazioni ionizzanti in accordo ai principi di conservazione della massa/energia e della quantità di moto.

SOLUZIONE
In caso venisse segnalata da Nuvap N1 la presenza di radioattività ti consigliamo di: Contattare aziende specializzate per l’installazione nell’area interessata di pannelli schermanti specifici per il contenimento di radiazioni ionizzanti da radioattività, se fosse possibile determinare con precisione la fonte inquinante. Eliminare, se possibile, la fonte di inquinamento radioattivo. Scegliere, grazie a Nuvap N1, preventivamente i luoghi di lavoro o abitazioni prive di una fonte radioattiva (o altro inquinante).


CONOSCIAMO IL WIFI
Il termine Wi-Fi, nel campo delle telecomunicazioni, indica una tecnologia ed i relativi dispositivi che consentono a terminali di utenza di collegarsi tra loro attraverso una rete locale in modalità wireless (WLAN) basandosi sulle specifiche dello standard IEEE 802.11. Ogni Access Point è una fonte di campi elettromagnetici a 2,4 GHz o a 5 GHz costante nel tempo. Seppur molto ridotta singolarmente (100 mW di potenza) la presenza di moltissimi dispositivi (Cellulari, Access Point, Hot Spot, Reti aziendali) rischia di creare una potenza elettromagnetica non più trascurabile.

SOLUZIONE
Se Nuvap N1 dovesse segnalare un’eccessiva presenza di elettromagnetismo da WiFi nell’area monitorata, è consigliabile: Utilizzare il proprio router WiFi quando vi è effettiva necessità e spegnerlo dopo l’utilizzo. Spegnere il router WiFi di casa prima di andare a dormire; così facendo limiterai di 7 ore al giorno l’esposizione alle onde del WiFi. Sensibilizzare i vicini di casa/ufficio a seguire il punto 1 e 2 per ridurre l’esposizione alle onde WiFi esterne in quanto la presenza di più WiFi nelle aree abitabili aumenta l’intensità dell’esposizione. In ogni caso, è consigliabile rivolgersi ad un’azienda specializzata nella gestione dell’elettrosmog.


CONOSCIAMO IL MONOSSIDO DI CARBONIO
Il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore e insapore. Il monossido di carbonio se respirato in quantità notevoli può ridurre la capacità di assorbire l’ossigeno, causando gravi danni ai tessuti – spesso potenzialmente fatali. L’avvelenamento da monossido di carbonio è una delle cause dei decessi accidentali. Il monossido di carbonio è prodotto da elettrodomestici o altri dispositivi che producono fumi di combustione, come quelli che bruciano gas o altri prodotti petroliferi, legna o altri combustibili. Il pericolo si verifica quando il monossido di carbonio si accumula in spazi poco ventilati. Semplici precauzioni possono davvero salvare la vita.

SOLUZIONE
NUVAP N1 SEGNALA PRESENZA DI MONOSSIDO DI CARBONIO: Se Nuvap N1 segnalasse la presenza di un livello elevato di monossido di carbonio vi è un pericolo per la salute potrebbe esserci addirittura rischio di vita. In questo caso è necessario: Aerare immediatamente l’area contaminata aprendo porte e finestre. Allontanarsi dall’area contaminata da monossido di carbonio. Ai primi segni o sintomi di avvelenamento da monossido di carbonio (mal di testa, vertigini, nausea, vomito, dolore toracico, confusione) chiamare tempestivamente i soccorsi o andare al Pronto Soccorso. Successivamente alla manifestazione dell’evento è opportuno fare controllare da tecnici specializzati tutti i macchinari che possono avere causato la presenza di monossido di carbonio nell’area monitorata da Nuvap N1 (riscaldatori a combustione, forni, carbone griglie, cucine, scaldabagni a gas, caminetti, generatori portatili, compresi quelli spesso utilizzati su case galleggianti, stufe a legna motori di auto e camion).


CONOSCIAMO IL METANO
Il metano è un combustibile fossile che appartiene alla famiglia degli idrocarburi, composti chimici costituiti da carbonio e idrogeno. A temperatura e pressione ambiente il metano si presenta come gas incolore, inodore e molto infiammabile. È il combustibile comunemente utilizzato in cucina per alimentare la fiamma dei fornelli ed in casa per riscaldarsi. In ambienti confinati (ad esempio in una stanza) il gas, miscelandosi con l’aria e in presenza di un innesco (una fiamma o una scintilla provocata dall’accensione di una luce) si incendia provocando pericolose esplosioni. Non è tossico per inalazione o per contatto ed, essendo più leggero dell’aria, in caso di fuoriuscita si disperde velocemente verso l’alto. E’ quindi buona abitudine aerare i locali dove sono posti apparecchi che utilizzano metano. Il gas metano dentro le bombole o dentro i tubi non può prendere fuoco non essendo presente l’ossigeno, ma diventa infiammabile nella fase di uscita quando si miscela con l’aria.

SOLUZIONE
SE N1 RILEVASSE LA PRESENZA DI GAS METANO NELL’AREA MONITORATA COSA DEVO FARE? Essendo il metano un gas infiammabile, se venisse segnalata una forte presenza di gas metano nell’ambiente monitorato ti consigliamo di: Non accendere nessun tipo di fiamma (fiammiferi, accendini), e non azionare nessun oggetto che possa produrre scintille, come interruttori elettrici, campanelli o il telefono. Aprire subito porte e finestre in modo da far entrare l’aria e uscire il gas. Se possibile, chiudere il rubinetto del gas sul contatore o sulla bombola. Rientrare in casa solo quando sei sicuro di non avvertire più odore di gas. Se l’odore intenso di gas proviene dalla casa del tuo vicino, non esitare ad avvisare i Vigili del Fuoco. Successivamente alla manifestazione dell’evento è opportuno contattare urgentemente tecnici idonei alla riparazione della perdita di metano pena rischio incendio o esplosione nell’eventualità di nuova saturazione da gas metano nell’ambiente confinato. È fondamentale eseguire la manutenzione e i controlli periodici su tutti i dispositivi che utilizzano gas metano seguendo scrupolosamente le indicazioni dei produttori.


CONOSCIAMO LE POLVERE SOTTILI
Le polveri sottili, denominate PM10 (diametro inferiore a 10 µm) ma anche PM2,5, sono delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo. Queste piccole particelle possono essere di natura organica o inorganica e presentarsi allo stato solido o liquido. Le particelle sono capaci di assorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche quali solfati, nitrati, metalli e composti volatili. Le fonti principali di polveri fini sono: fonti naturali incendi boschivi attività vulcanica polveri, terra e sale marino alzati dal vento (il cosiddetto aerosol marino) pollini e spore erosione di rocce fonti antropogeniche traffico veicolare, sia dei mezzi diesel che benzina uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico (carbone, legna e gasolio) residui dell’usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture attività industriale Le polveri sottili possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe.
 Studi epidemiologici, confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole; quanto più è alta la concentrazione di polveri fini nell’aria, infatti, tanto maggiore è l’effetto sulla salute della popolazione. Gli effetti di tipo acuto sono legati ad una esposizione di breve durata (uno o due giorni) a elevate concentrazioni di polveri contenenti metalli. Questa condizione può provocare infiammazione delle vie respiratorie, come crisi di asma, o inficiare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio. Gli effetti di tipo cronico dipendono, invece, da una esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori come tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare e bronchite cronica. Per soggetti sensibili, cioè persone già affette da patologie polmonari e cardiache o asmatiche, è ragionevole temere un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo.

SOLUZIONE
NUVAP N1 SEGNALA LA PRESENZA DI POLVERI SOTTILI: COSA DEVO FARE? La presenza delle polveri sottili nelle abitazioni è normale, basti pensare che studi universitari dimostrano che la presenza di questo inquinamento indoor è mediamente superiore anche di 5 volte rispetto all’esterno. Se venissero riscontrati livelli elevati di polveri sottili in un ambiente chiuso è buona norma: Aerare l’ambiente regolarmente aprendo le finestre (facendo attenzione alla dispersione termica nei periodi freddi). Pulire gli ambienti con aspirapolvere con maggiore frequenza; sono utili ed efficaci anche gli aspirapolveri robot. Se possibile evitare o limitare l’uso di tappeti e divani di tessuto che trattengono più facilmente le polveri e gli acari. Negli ambienti dove si passa maggior tempo (come la camera da letto) può essere utile l’uso di un depuratore di aria portatile (non trascurandone la manutenzione e pulendo regolarmente i filtri). Evitare l’uso di stampanti nelle camere da letto e posizionarle in luoghi facilmente aerabili. Le polveri dei toner delle stampanti/fotocopiatrici sono solo alcune delle cause che potrebbero provocare rischi per la salute della famiglia. E’ comunque consigliabile rivolgersi ad un’azienda specializzata per individuare le cause e, se possibile, intervenire su queste.


CONOSCIAMO L’INQUINAMENTO IDRICO
L’acqua rappresenta una necessità primaria per la vita dell’uomo; essa però può diventare fonte di rischio per la salute se non opportunamente controllata nel percorso che compie fino alle nostre case. L’acqua può risentire della crescente contaminazione del suolo, provocata dagli scarichi urbani e industriali, dalle piogge acide, dall’uso di fitofarmaci e fertilizzanti, che causano la presenza più o meno ubiquitaria di molte sostanze chimiche, specie tossiche. Negli ultimi anni, solo a titolo di esempio, si sono manifestati diversi casi di inquinamento di acque sotterranee connessi all’utilizzo di prodotti chimici in agricoltura.

SOLUZIONE
Se riscontrassi che l’acqua del rubinetto di casa fosse contaminata le prime semplici soluzioni sono: Evitare di bere l’acqua del rubinetto. Cucinare con acqua in bottiglia o con acqua di purezza verificata (ad esempio acqua di fonte con controllo periodico). Evitare che l’acqua vada a contatto con il cibo (ad esempio frutta e verdura vanno lavate con acqua in bottiglia). Se si desidera utilizzare ugualmente l’acqua del rubinetto, montare un sistema di filtri specifici per l’inquinante riscontrato. Il supporto Nuvap potrà informarti sulla possibilità di effettuare test approfonditi di laboratorio ed indicarti le aziende specializzate in montaggio sistemi di filtraggio.


CONOSCIAMO L’INQUINAMENTO ACUSTICO
L’inquinamento acustico è causato da un’eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità. Questo può avvenire in città e in ambienti naturali. Una definizione di inquinamento acustico è: “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”.
 A causare l’inquinamento acustico possono essere fabbriche, cantieri, aeroporti, autostrade, circuiti per competizioni motoristiche, etc. L’inquinamento acustico può causare nel tempo problemi psicologici, di ipertensione e di stress alle persone che vi sono continuamente sottoposte.


SOLUZIONE Se Nuvap N1 dovesse riscontrare nell’area monitorata un livello eccessivo di rumore nel tempo, ti consigliamo di: Cercare di capire la provenienza del rumore e, se possibile, fare in modo che venga sospeso o attenuato entro la soglia di sicurezza (usare Nuvap N1 in modalità puntuale per la verifica). In caso fosse impossibile attenuare entro livelli accettabili la fonte di inquinamento acustico in quanto prodotta esternamente all’area che si vuole bonificare, utilizzare tappi per le orecchie per più tempo possibile, soprattutto quando si dorme, al fine di limitare al massimo l’esposizione al rumore di sottofondo. Se la fonte inquinante fosse esterna alla casa, ti consigliamo il montaggio di vetri e infissi antirumore. Il supporto Nuvap potrà informarti sulla possibilità di effettuare test approfonditi di laboratorio ed indicarti le aziende specializzate in materiali fonoassorbenti per l’abitazione.


CONOSCIAMO L’UMIDITÀ
Per umidità atmosferica s’intende la quantità di vapore acqueo contenuto nell’aria e che proviene dall’evaporazione dell’acqua dalla superficie terrestre per azione della radiazione solare e anche, in piccole quantità, dalla traspirazione delle piante. 
Il vapore acqueo ha un ruolo importantissimo nell’atmosfera, perché dalla sua condensazione si formano le nubi, la nebbia e hanno origine le precipitazioni.
 Il tasso di umidità e la qualità dell’aria all’interno della tua abitazione sono elementi che determinano il confort e la salute della famiglia.

SOLUZIONE
SE NUVAP N1 RISCONTRASSE UN ECCESSO DI UMIDITÀ COSA DEVO FARE? Ridurre il livello di umidità con un comune deumidificatore acquistabile nei negozi specializzati (nella scelta prediligere i modelli adeguati alla metratura dell’area da deumidificare). Arieggiare la casa ogni mattina per almeno 10 minuti. Evitare il ristagno dell’acqua nei sottovasi delle piante da interno. Utilizzare la cappa aspirante durante la cottura dei cibi. Installare una ventola in bagno. Non far asciugare troppo bucato in casa, soprattutto di notte quando difficilmente le finestre sono aperte. Se possibile, effettuare opere di risanamento tramite intervento di ditta specializzata.


CONOSCIAMO L’ANIDRIDE CARBONICA
L’anidride carbonica è un gas incolore e inodore, detto anche biossido o diossido di carbonio. È più pesante dell’aria, facilmente liquefacibile, solubile in acqua, in alcool ecc. È il principale prodotto della combustione del carbone, degli idrocarburi e in generale delle sostanze organiche. L’anidride carbonica si trova facilmente in abitazioni mal areate, aule scolastiche e ambienti lavorativi con aria “viziata”. L’anidride carbonica è percepibile dall’uomo solo per i suoi effetti negativi: malessere, difficoltà di concentrazione e calo delle prestazioni. L’uomo inala ossigeno durante l’inspirazione e rilascia anidride carbonica durante l’espirazione. L’aria inspirata contiene il 21% di ossigeno e lo 0,035% di anidride carbonica. L’aria espirata, invece, contiene solo il 16% di ossigeno, ma il 4% di anidride carbonica. L’anidride carbonica è tossica per l’uomo ad una concentrazione del 2,5%, ma già a partire da una concentrazione dello 0,08% (800 ppm) le prestazioni, la concentrazione e il benessere sono compromessi.

SOLUZIONE
In presenza di un livello elevato di anidride carbonica si consiglia di aerare immediatamente l’ambiente aprendo porte e finestre. L’unico modo per prevenire alte concentrazioni di anidride carbonica è tenere gli ambienti costantemente aerati.


CONOSCIAMO LA FORMALDEIDE
La formaldeide è uno dei più diffusi inquinanti di interni, inserito dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) fin dal 2004 nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana. Si tratta di un composto chimico utilizzato nell’industria chimica per la sintesi di vari composti organici, in particolare per la produzione di resine sintetiche. La formaldeide viene usata come disinfettante, insetticida, fungicida e deodorante sia per uso domestico (formalina) che per usi industriali o per la disinfezione di strumentazione medica. Dato il largo impiego nelle produzioni di manufatti, rivestimenti e schiume isolanti, considerato che questi tendono a rilasciare nel tempo molecole di formaldeide nell’ambiente, è un inquinante facilmente presente nelle nostre case. A concentrazioni nell’aria superiori a 0,1 ppm può irritare per inalazione le mucose e gli occhi. L’ingestione o l’esposizione a quantità consistenti sono potenzialmente letali.

SOLUZIONE
I primi sintomi in presenza di livelli di attenzione di formaldeide sono tosse, nausea, difficoltà respiratorie, asma, reazioni cutanee e reazioni allergiche. Ecco i principali accorgimenti: Ventilare spesso i locali di casa, per evitare l’accumulo dovuto all’uso di detergenti, solventi, colle, mobili, ecc. Chiudere bene i flaconi dei prodotti per la pulizia e la manutenzione, e riporli in armadi ben chiusi e lontani dalle scorte alimentari. Adornare la propria abitazione con piante d’appartamento: la loro presenza riduce la quantità di inquinamento. Fumo: evitare di fumare in casa, pulire la canna fumaria in modo che il fumo non si diffonda mai all’interno della casa. Utilizzare, quando si cucina, la cappa di aspirazione ed arieggiare i locali dopo aver cucinato. Preferire mobili, parquet, vernici, solventi e colle per tappezzerie e mobili con l’etichetta Ecolabel (marchio UE di qualità ecologica). Da evitare mobili di cartone pressato, in truciolare o con materiale multistrato e composito: se per necessità siete costretti ad acquistarli, esponeteli per qualche giorno all’aria aperta, prima di collocarli in casa. Attenzione ai cosmetici e ai deodoranti, soprattutto quelli per ambienti: la maggior parte contengono terpeni, sostanze che combinandosi con l’aria danno origine a formaldeide. Per l’igiene personale preferibile usare cosmetici con l’etichetta Ecolabel.

Come funziona

Il Check Up Inquinanti viene eseguito con l’invio ai clienti di N1 Plus, il primo dispositivo al mondo che monitora in maniera automatica 26 parametri di inquinamento ambientale per la sicurezza della famiglia e della casa. Tutta la tecnologia e la produzione di N1 Plus sono made in Italy.

Riceverai il dispositivo e dovrai solo accenderlo nell’area che hai scelto di monitorare

Lo spedizioniere verrà a riprendere il dispositivo dopo 6 giorni dalla consegna

Nuvap ti invierà un report completo dell'area monitorata con dati, grafici e soluzioni


Consulenza Medica

Carlesi Strumenti a seguito del monitoraggio della qualità ambientale, qualora in presenza di problematiche legate alla salute, è disponibile ad offrire consulenza medica specifica su patologie provenienti da esposizione prolungata ad inquinamento aria acqua. Compila il form sottostante per chiedere info e assistenza.

Nuvap N1

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per uso privato residenziale

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